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Fondazione CRC: preoccupazione sul rischio di limitare i rappresentanti del territorio nelle scelte sulla governance

14 Febbraio 2026•2 Minuti
William Casoni William Casoni

Nel rispetto dell’autonomia e indipendenza degli organi decisionali della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, si ritiene doveroso intervenire nel dibattito in corso riguardante l’esame del documento inviato dall’Acri (l’associazione delle fondazioni e casse di risparmio italiane) alle associate per integrare il protocollo con il Ministero dell’ Economia e Finanze. Se non si ha nulla da obiettare sulla parte del documento relativo alla concentrazione del patrimonio, si esprime invece forte preoccupazione sulla parte attinente alle nuove norme che coinvolgono la governance della fondazione locale (Presidente, Consiglio di Amministrazione e Consiglio Generale)
L’ipotesi di incrementare gli anni di mandato per i rappresentanti di alcuni organi della fondazione, pare addirittura valevole per il mandato in corso, non è opportuna e sicuramente non può essere decisa all’insegna dell’autosufficienza e dell’autoreferenzialita’.

Si condividono le perplessità e l’apprensione espresse in questi giorni da alcuni Sindaci sulla possibile estromissione degli enti locali dal processo di individuazione della governance.
Il territorio, attraverso gli enti locali e gli altri soggetti designanti, non può correre il rischio di essere informato a deliberazioni avvenute, ma è assolutamente necessario che venga coinvolto durante l’intero percorso decisionale.
E’ auspicabile, quindi, che negli atti deliberativi, che verranno approvati nei prossimi giorni dagli organi della fondazione per consentire all’Acri di continuare il lavoro con il Mef, ci sia scritto nero su bianco che ogni decisione riguardante possibili cambiamenti alla governance potrà essere assunta solo se concordata con gli attori del territorio, Comuni in primis, che sono peraltro sempre chiamati ad attivare percorsi di trasparenza e pubblicità delle loro scelte.

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